L’allarme di CNA Costruzioni Firenze: rincari improvvisi su tutta la filiera, preventivi validi solo 24 ore e mercato paralizzato. “Servono urgenti tavoli di monitoraggio per salvare i cantieri”.
Le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare quelle legate al conflitto in Iran, si abbattono sul settore delle costruzioni spingendo prepotentemente verso l’alto i costi delle materie prime. In pochi giorni, il prezzo del ferro ha registrato un’impennata del 20%, innescando un vero e proprio allarme tra le imprese edili.
A raccogliere le segnalazioni degli operatori è CNA Costruzioni, che denuncia una situazione di forte instabilità diffusa lungo tutta la filiera. I rincari improvvisi, infatti, non riguardano solo il ferro: tra i materiali di base più colpiti figurano anche il conglomerato bituminoso e le membrane, con aumenti che oscillano tra il +18% e il +20%.
Il clima di estrema incertezza sta paralizzando anche il mercato di acciaio, tubazioni e raccordi in PVC. La volatilità è tale che le normali dinamiche commerciali sono saltate: molti fornitori accettano ordini esclusivamente con clausole di riserva sui prezzi, mentre altri limitano la validità dei preventivi ad appena 24 ore, passate le quali i costi delle forniture possono subire nuovi e pesanti aggiornamenti.
Questa escalation si innesta su un quadro economico per l’edilizia già sotto forte pressione. A inizio anno, infatti, il calcestruzzo aveva registrato rincari intorno al 10%. A questo si è aggiunto il recente rialzo del prezzo dei carburanti, che sta incidendo in modo diretto e gravoso sui costi di movimentazione dei mezzi pesanti e sul trasporto dei materiali verso i cantieri.
Di fronte a questa dinamica insostenibile per il comparto, Giuseppe Comanzo, presidente di CNA Costruzioni Firenze, si fa portavoce del disagio delle imprese chiedendo un intervento istituzionale immediato: «Chiediamo l’attivazione urgente di tavoli di monitoraggio sull’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione lungo tutta la filiera e l’utilizzo degli strumenti previsti dalla normativa per rendere effettive le clausole di revisione dei prezzi».
«È un passaggio strettamente necessario – conclude Comanzo – per tutelare le imprese impegnate nei lavori pubblici e privati da aumenti improvvisi e ingiustificati dei costi, che rischiano di compromettere in modo irrimediabile l’equilibrio economico dei cantieri già avviati o programmati».


