L’associazione Altroconsumo ha analizzato venti marche, rilevando un netto calo di micotossine e pesticidi rispetto al passato. Promossi i prodotti italiani: ecco chi vince la sfida tra qualità, sicurezza e prezzo, come riporta nella nota inviata a conclusione dello studio.

Per il consumatore italiano la pasta rappresenta molto più di un semplice alimento quotidiano; è un prodotto da cui si pretende non solo gusto, ma assoluta sicurezza alimentare. Per orientare le scelte d’acquisto in un mercato sempre più vasto, Altroconsumo ha condotto un rigoroso test comparativo su venti marche di spaghetti reperibili presso supermercati, ipermercati e discount, valutandone parametri chimici, organolettici e qualitativi.
Il quadro emerso dalle analisi di laboratorio del 2026 delinea una situazione complessivamente rassicurante e in netto miglioramento rispetto alle indagini precedenti. Il dato più rilevante riguarda la presenza di micotossine, storicamente una delle criticità maggiori per i derivati del grano. Confrontando gli attuali risultati con quelli del test sulle penne effettuato nel 2025, la concentrazione media di DON (la micotossina più diffusa) risulta quasi dimezzata, scendendo da 59 a 32 µg/kg. Si tratta di un progresso significativo per la tutela della salute pubblica, specialmente per le fasce di popolazione più vulnerabili come i bambini, dato che solo tre prodotti hanno mostrato valori penalizzanti secondo i severi standard dell’associazione, pur rimanendo ampiamente entro i limiti di legge.
Anche le indagini sulla presenza di fitofarmaci hanno restituito esiti positivi. Nella maggioranza dei campioni analizzati non è stata riscontrata alcuna traccia di pesticidi. Il glifosato, spesso al centro di dibattiti sulla salubrità del grano, è stato individuato in un unico prodotto e in quantità talmente esigue da non costituire alcun rischio per la salute, mentre in altri tre casi sono emerse tracce trascurabili di piperonil butossido, un coadiuvante non classificato come pericoloso. Dal punto di vista della composizione, tutti i prodotti rispettano il divieto di utilizzo di sfarinati di grano tenero e presentano un tenore proteico elevato, compreso tra il 13 e il 15%, fattore determinante per la tenuta in cottura.
Oltre alla sicurezza chimica, il test ha sottoposto gli spaghetti al giudizio diretto dei consumatori attraverso una prova d’assaggio che ha valutato aspetto, consistenza e sapore. I risultati sono stati soddisfacenti, con la metà dei campioni che ha ottenuto valutazioni molto buone e la restante parte che si è attestata su livelli di piena accettabilità.
Incrociando i dati di laboratorio con i risultati della prova organolettica, la classifica di Altroconsumo vede primeggiare tre referenze specifiche. Al primo posto si posizionano gli Spaghettoni Alce Nero, che ottengono il punteggio più alto grazie all’eccellenza delle analisi chimiche e al gradimento al palato. Segue La Molisana Spaghetti n.15, premiata per la solida qualità complessiva e gli ottimi standard di sicurezza. Infine, si distinguono gli Spaghetti n.3 di Esselunga, che rappresentano la scelta ideale per chi cerca il risparmio senza rinunciare alla qualità: il prodotto della catena di supermercati combina infatti buone prestazioni tecniche a un prezzo particolarmente competitivo. L’indagine dimostra dunque come, anche in un periodo di rincari, sia possibile portare in tavola un prodotto sicuro e di qualità senza necessariamente orientarsi sulle fasce di prezzo più alte.


