Il mondo del vino non è fatto solo di terroir e profumi, ma anche di persone, diritti e dignità lavorativa. È questo il messaggio potente che BolognaFiere e Slow Food lanciano per la quinta edizione della Slow Wine Fair, in programma dal 22 al 24 febbraio 2026.
L’evento, ormai punto di riferimento per il vino “buono, pulito e giusto”, torna in contemporanea con SANA Food, consolidando una piattaforma integrata dedicata all’Horeca di qualità, al biologico e alla sostenibilità.

Il tema 2026: La rivoluzione del “Vino Giusto”
Se nelle edizioni passate l’attenzione si era concentrata sulla crisi climatica, sulla salute del suolo e sulla sostenibilità del packaging, il 2026 segna un cambio di passo verso la dimensione sociale. Il concetto di qualità organolettica non può più prescindere dalla qualità del lavoro. La fiera diventa così un terreno di confronto su temi cruciali spesso ignorati dal glamour enologico:
- Lotta al caporalato: Garantire dignità e contratti equi ai lavoratori agricoli.
- Inclusione: Il vino come strumento di integrazione per i lavoratori stranieri e migranti.
- Parità di genere: Valorizzare l’imprenditoria femminile (come l’esempio di Elisabetta Fagiuoli a San Gimignano).
- Giovani e Terre Alte: Favorire l’accesso alla terra per le nuove generazioni e il rilancio delle aree interne.
“Parlare di un vino ‘buono, pulito e giusto’ significa assumersi una responsabilità politica verso i territori e le persone che li abitano” afferma Federico Varazi, Vicepresidente Slow Food Italia.

I Numeri e le novità espositive
Forte del successo del 2025 (+20% di visitatori per un totale di 15.000 ingressi), la Slow Wine Fair 2026 schiera numeri importanti nei Padiglioni 15 e 20:
- Oltre 1.000 cantine: Provenienti da tutte le regioni italiane e dall’estero.
- Sostenibilità reale: Oltre il 60% delle realtà presenti è certificata biologica, biodinamica o in conversione.
- Banca del Vino: Una nuova area dedicata alle Vecchie Annate, con millesimi introvabili disponibili per la degustazione.
Oltre il vino: Amari, Spirits e Caffè
L’offerta si amplia per coprire tutte le esigenze del canale Horeca moderno:
- Fiera dell’Amaro d’Italia: Un’area dedicata alla mixology e agli spirits artigianali.
- Slow Food Coffee Coalition: Uno spazio per scoprire le analogie tra vino e caffè di qualità.
- Sidri: Confermata l’area dedicata alla fermentazione delle mele, un trend in forte ascesa.


SANA Food: L’alleanza per la ristorazione sostenibile
La grande novità del 2026 è l’ingresso ufficiale di Slow Food Promozione nel Padiglione 18 di SANA Food. Con un unico biglietto, i professionisti potranno visitare entrambe le fiere, trovando in SANA Food il complemento ideale per la ristorazione: prodotti biologici, veg, DOP e IGP. L’evento ospiterà anche la Social Food Area, dedicata a produzioni nate da terreni confiscati alle mafie o da percorsi di reinserimento sociale, in perfetta coerenza con il tema della giustizia etica.
I Premi: Carta Vini Terroir e Spirito Slow
Torna l’atteso riconoscimento che premia le migliori carte dei vini (e da quest’anno anche dei caffè e degli amari) della ristorazione e del retail. Tra le categorie territoriali su cui si misureranno i locali, spiccano zone d’eccellenza come la Franciacorta, il Cerasuolo di Vittoria e, per la Toscana, Bolgheri.
A proposito di territori toscani protagonisti, la fiera pone spesso l’accento su aree come Bolgheri o San Gimignano, centrali per la viticoltura di qualità.
Le segnalazioni per il premio saranno aperte dal 4 dicembre, con premiazione prevista lunedì 23 febbraio in fiera.
Perché partecipare?
Partecipare alla Slow Wine Fair 2026 non significa solo assaggiare vini eccellenti, ma compiere una scelta di campo. Come sottolinea Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere, l’evento mira a creare “un ecosistema che promuove competenze, responsabilità e una cultura del cibo capace di creare valore per l’intera filiera”.
L’appuntamento per buyer, ristoratori e appassionati è a Bologna, dal 22 al 24 febbraio 2026.


