Ci sono storie che nascono così, un po’ per fato, o chiamatelo destino. Questa prende vita in Valtellina, una sera a cena a Sondrio, al bellissimo locale Tabernario Enoteca delle Alpi dove si mangia pizza fatta dalla casa con il proprio impasto, specialità locali e con una meritevole carta dei vini. Quella sera di inizio settembre sono da solo, davanti agli gnocchi fritti, alla coppa e a serie pinte di birra inglese, e chiedo una sigaretta a uno sconosciuto al bancone. Si chiama Fabrizio e ha una travolgente simpatia, lo scopro dopo poco che iniziamo a parlare. Dal logo che ha sul cappellino mi accorgo che lavora in una azienda vinicola della Valtellina, L’Ascesa. Proprio quella, L’Ascesa che mi aveva colpito al pranzo di degustazione organizzato quel giorno stesso dal Consorzio Vini Valtellina insieme alla Strada dei Sapori della Valtellina per l’evento Valtellina Viva 2025. Tra i tanti assaggi mi ha colpito proprio quel Nebbiolo de L’Ascesa. Poi quel nome. Mi ricordava le correnti ascensionali di Battiato memoria, oppure ‘Ma si può ascendere in virtù di una realtà che è discendente’ di Ferretti Giovanni Lindo memoria. Insomma mi ero fatto dei filmini sul nome dell’azienda e quella sua radice da un verbo così bello: Ascendere, con i suoi significati più reconditi e nascosti.

Da quella sigaretta comincia una conversazione che ci porta lontano. Scopro che Fabrizio Testa non è solo Fabrizio, ma anche Frank, di Frank e Serafico, la nota birreria artigianale di Alberese, in Maremma. Una coincidenza che fa sorridere: un ragazzo lombardo approdato in Toscana, immerso nel mondo dei toscani, dei loro vizi e delle loro virtù, del loro umorismo e del loro cinismo, che ora è tornato nella sua terra.
Nasce così una serata fatta di chiacchiere e illuminazioni sul vino, su come si faceva una volta e su come si fa oggi. Fabrizio mi racconta di aver lavorato con Carlo Ferrini in aziende importanti della Toscana, e di come, dopo l’esperienza con il Sangiovese — in particolare quello della costa maremmana — abbia deciso di tornare in Lombardia per dedicarsi al vitigno complementare del Sangiovese: il Nebbiolo, anzi il Nebbiolo di montagna, la Chiavennasca della Valtellina.

Avvia così il suo progetto, acquisendo vigne direttamente dai contadini, padroni della terra da tempi immemori, tanto che spesso non si conosce nemmeno l’origine dei filari. Una storia che rende tutto ancora più affascinante. In quelle vigne oggi Fabrizio produce i suoi vini con L’Ascesa, Via Ribolatti, 42, 23020 Tresivio SO.
Il giorno dopo mi invita in azienda. Lo raggiungo, partendo insieme dal centro di Sondrio. In cantina facciamo una degustazione direttamente dalla botte: assaggio le sue prove, le varie annate, i tentativi di dare vita a un vino pulito, fresco, rinfrescante, con sapori intriganti e un carattere rosso, da frutti di bosco e aria di montagna.

Mentre degustiamo, Fabrizio mi spiega come vanno le cose: il mercato, la viticoltura, le stagioni. Mi racconta del clima della Valtellina, con il vento che scende dalla Svizzera e porta i temporali estivi, e di quelle escursioni termiche che segnano i vini: caldo di giorno, freddo intenso di notte.
La giornata si conclude con un pranzo insieme, alla bellissima bottega gastronomica Il Camino di Sondrio Il Camino, Piazzetta Rusconi 4. Con un goccio dei suoi vini abbinati alla polenta taragna ed alla bresaola della Valtellina IGP, capisco che la Valtellina è un territorio italiano di prim’ordine, di grande rispetto e desiderio per ogni winelover e appassionato. Perché con i vini della Valtellina non solo si mangia: si beve, e si beve bene.

L’Ascesa è una giovane realtà vitivinicola della Valtellina, nata dall’esperienza e dalla visione di Fabrizio “Frank”, dopo anni di lavoro accanto a enologi di rilievo in Toscana. L’azienda si fonda su un approccio diretto e autentico: i vigneti, terrazzati e spesso di origine antichissima, sono stati acquisiti dai contadini locali, custodi di parcelle tramandate per generazioni. Qui il Nebbiolo delle Alpi, o Chiavennasca, trova la sua massima espressione grazie al microclima unico della valle, caratterizzato da forti escursioni termiche e venti freschi che scendono dalla Svizzera. La produzione è orientata alla qualità e alla purezza, con vini freschi, eleganti e profondamente legati al territorio montano
Vini prodotti da Ascesa
- Rosso di Valtellina DOC — 100% Nebbiolo, vinificato in acciaio, blend di uve da vigne a quote ed esposizioni diverse.
- Valtellina Superiore DOCG — 100% Nebbiolo, affinamento in legno (vecchie botti) per circa 12 mesi.
- Valtellina Superiore Riserva “Murunèe” — Riserva da vigneti ad alte quote (≈ 700 m), con vinificazione naturale e affinamento legnoso per 24 mesi.
- Valtellina Superiore Sassella Riserva “Scialèsc” — da un vigneto singolo nella sottozona Sassella, con tannini eleganti e struttura riservata.


Che bello vedere il Nebbiolo valtellinese raccontato come una vera avventura verticale: tra roccia, cielo e calice pieno, l’Ascesa in Valtellina è tutta da brindare!