C’è un momento preciso in cui la storia di una famiglia si intreccia indissolubilmente con quella della terra. Per Fattoria della Talosa, storica eccellenza del Vino Nobile di Montepulciano, quel momento porta il nome di Edoardo Mottini Jacorossi. Amministratore delegato dal 2014, Edoardo rappresenta il volto contemporaneo di un progetto nato dall’intuizione del nonno, Angelo Jacorossi.
Il suo ingresso ai vertici dell’azienda non è stato un salto nel vuoto, ma un percorso di profonda dedizione. “Ho fatto due anni di affiancamento al nostro direttore generale,” racconta Edoardo nell’intervista. “Poi, visto che la seconda generazione non si era interessata direttamente alla produzione, il nonno ha preso fiducia e ha affidato a me questo ruolo.” Una scelta che ha premiato, portando nuova linfa ed energia a una delle cantine più affascinanti del territorio.

Il Progetto “Pieve”: Riscoprire il Vero Nobile
La conversazione si accende quando si tocca il tema dell’identità del Vino Nobile. Fattoria della Talosa è infatti in prima linea nel Progetto Pieve, un’iniziativa corale che punta a valorizzare le micro-differenze pedoclimatiche di Montepulciano.
Questa “terza via” del Nobile non è una semplice operazione di marketing, ma un ritorno filologico alle origini. Il progetto ha identificato 12 zone (le Pievi), ricalcando le antiche suddivisioni territoriali di epoca tardo romana e longobarda. “L’idea della Pieve nasce proprio per ritrovare la vera identità del Nobile,” sottolinea Edoardo. I produttori si sono uniti per dare visibilità a queste sottozone, valorizzando la cultura di una tradizione enologica millenaria.
Questo approccio sartoriale esalta le vecchie vigne e permette al Sangiovese di esprimersi con sfumature uniche, proiettando la storia enologica di Montepulciano nel futuro.
Un’Atmosfera Cinematografica: La Cantina Sotterranea
Ma la vera magia di Fattoria della Talosa si svela scendendo sotto la superficie. La Cantina Storica dell’azienda, situata nei sotterranei di Piazza Grande, è un capolavoro architettonico e naturale che incanta i visitatori.
Non si tratta di una semplice barricaia, ma di un vero e proprio viaggio nel tempo: una grotta le cui pareti di tufo rivelano fossili marini e antiche tombe etrusche. Passeggiare in queste ampie gallerie, dove le grandi botti riposano nel silenzio e in penombra, regala un’emozione mistica. È un incontro tangibile con la storia classica, un’estetica minimale ed eterna in cui l’opera dell’uomo dialoga rispettosamente con la maestosità della pietra.
“Il pubblico rimane estasiato,” conferma Edoardo. In questo scenario ipogeo, il vino non viene solo affinato, ma sembra assorbire il respiro millenario della civiltà etrusca, caricandosi di quel fascino che lo rende inconfondibile nel calice.
Fattoria della Talosa in Sintesi
Per inquadrare appieno la realtà di questa tenuta, ecco i punti cardine che ne definiscono l’eccellenza:
La Guida: Edoardo Mottini Jacorossi (CEO e Amministratore dal 2014).
La Fondazione: L’azienda vitivinicola è stata acquisita e sviluppata a partire dal 1972 da Angelo Jacorossi.
La Produzione: Numeri misurati (circa 100.000 bottiglie annue), con importanti investimenti in vigna e una forte propensione verso la conduzione biologica.
La Visione: Adesione pionieristica al disciplinare “Pieve” per la valorizzazione del terroir millenario del Nobile di Montepulciano.
Il Cuore Storico: Una spettacolare cantina monumentale scavata nel tufo, tra antiche sepolture etrusche, nel sottosuolo del centro cittadino.
Nel cuore di Montepulciano, a 605 metri d’altitudine, la famiglia Jacorossi custodisce da tre generazioni un patrimonio enologico inestimabile. Un viaggio totale nelle terre di Talosa: dalla maestosità della Cantina Storica del ‘500, alle vigne plioceniche, fino alla conversione biologica e ai nuovi traguardi sui mercati internazionali.
C’è una poesia intrinseca a Montepulciano, un fascino che affonda le radici nell’epoca etrusca – quando la città rispondeva al nome di Mons Politianus – e che si rinnova ogni anno tra i filari. In questo paesaggio mozzafiato, dominato da colline cretose e cipressi, prende forma la saga di Fattoria della Talosa, una delle eccellenze assolute del Vino Nobile.
La storia d’amore tra questa terra e la famiglia Jacorossi inizia nel 1972. Fu allora che Angelo Jacorossi, imprenditore romano in cerca di un rifugio sereno lontano dal tumulto urbano, si imbatté in una modesta cantina e in un lembo di terra che lo richiamò a sé con la forza di un colpo di fulmine. Oggi, quell’intuizione è guidata dalla terza generazione, rappresentata dal CEO Edoardo Mottini Jacorossi, che ha saputo trasformare l’azienda in un modello di resilienza, modernità ed eleganza.
I Numeri di un Successo Globale
L’eccellenza di Talosa non è solo poetica, ma si traduce in una solidità aziendale inequivocabile. Forte di 15 dipendenti e un fatturato di 1,7 milioni di euro, la cantina produce circa 100.000 bottiglie annue.
Il 2024 ha segnato un’ulteriore crescita complessiva del 10%, frutto di un equilibrio perfetto tra mercato interno (52%) e vendite estere (48%). Come sottolinea il direttore commerciale Cristian Pepi, la fiducia nei vini Talosa si riflette nel successo in mercati di prim’ordine come Stati Uniti, Svizzera, Inghilterra e Germania, pur mantenendo la Toscana come fulcro indissolubile delle vendite nazionali. Un dinamismo confermato anche dal recente lancio del nuovo sito internet aziendale, vetrina interattiva di questa eccellenza.
Il Terroir: L’Anima Pliocenica di Località Pietrose
Il cuore agricolo dell’azienda si estende per 33 ettari in località Pietrose, a un’altitudine tra i 330 e i 400 metri sul livello del mare, con una perfetta esposizione a sud-ovest, al riparo dai venti freddi del nord.
Il segreto di questi vini risiede sottoterra: i suoli di origine pliocenica (tra 2,6 e 5 milioni di anni fa) sono composti al 70% da sabbie e ciottoli, con profondi banchi di argilla. I numerosi fossili marini ritrovati tra i filari testimoniano un’antica presenza del mare. Il territorio si divide in tre macro-aree pedologiche (sabbiosa, argillosa e mista), suddivise in 13 vigne identitarie (tra cui Camponi, La Costa, Pietrose, Chiusino, Alboreto e Filai Lunghi).
Innovazione in Vigna e in Cantina: La Svolta Sostenibile
Dal 2004, Talosa ha impresso un cambio di marcia radicale con l’inaugurazione del nuovo centro aziendale. Tra il 2006 e il 2010, i vecchi impianti sono stati sostituiti orientando i nuovi filari da nord a sud per massimizzare l’illuminazione solare.
Il 2023 ha segnato l’apice dell’aggiornamento tecnologico: l’introduzione di trattori satellitari isobus, stazioni meteo per il controllo della bagnatura fogliare, la raccolta in bins e la ricezione delle uve tramite il rivoluzionario sistema di diraspatura Oscillys Vaslin. A questo si aggiunge un traguardo epocale: dalla vendemmia 2024 Talosa è ufficialmente certificata Biologica, grazie a pratiche virtuose come gli inerbimenti naturali e una drastica riduzione dei passaggi in campo. L’impatto ambientale è azzerato anche grazie a un nuovo impianto fotovoltaico che copre il 100% del fabbisogno energetico aziendale. L’azienda è inoltre in cammino verso l’importante certificazione etica e ambientale Equalitas.
La Cantina Storica e l’Enoturismo d’Eccellenza
Il viaggio prosegue nel sottosuolo di Montepulciano, nei sotterranei cinquecenteschi di Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti. Qui si snoda la suggestiva Cantina Storica: gallerie in mattoni dove riposano maestose botti di rovere da 115 ettolitri. La più antica risale a 44 anni fa ed è la “madre” della prima bottiglia Talosa del 1972.
L’impegno nell’enoturismo è culminato nel 2021 con l’inaugurazione, in sinergia con le Belle Arti, di una spettacolare sala degustazioni ipogea, scavata nella roccia a 15 metri di profondità, ricavata da un ex rifugio antiaereo. Chi desidera immergersi totalmente in questa realtà può soggiornare a Villa Talosa: una residenza panoramica tra i vigneti che accoglie fino a 8 ospiti, offrendo piscina esclusiva e raffinati picnic in vigna.
La Filosofia nel Calice: Il Portfolio di Talosa
“Il legno è uno strumento di lavoro,” spiega l’enologo Michele Merola, chiarendo come la scelta tra tonneaux, barrique o botte grande avvenga solo dopo la fermentazione malolattica, assecondando l’anima di ogni singola vasca.


L’apice del Sangiovese: Il Nobile Riserva nasce dalle vigne più vecchie e argillose (Camponi e Costa Vecchia, 50 anni d’età), con due anni di maturazione in tonneaux. Al suo fianco, la nuova frontiera del progetto “Pieve del Nobile”: il cru Pieve Le Grazie, figlio esclusivo della storica Vigna Chiusino piantata su sabbia nel 1969.
La Potenza e l’Eleganza: Il Nobile Filai Lunghi, prodotto dalle sole porzioni sabbiose con rese bassissime (20 quintali/ettaro), offre concentrazione assoluta. Il Nobile Alboreto, invece, esalta la versatilità dei suoli fertili con 24 mesi tra tonneaux e botti grandi.
I Fuoriclasse e i Classici: Spicca il Pietrose (Merlot in purezza, plasmato da 18-25 giorni di fermentazione e doppi delastage), accompagnato dall’agilità del Chianti Colli Senesi e del Rosso di Montepulciano (unici blend con Merlot e Canaiolo, fermentati a basse temperature).
Le Nuove Sfide e la Tradizione: Oltre all’eterno Vin Santo (Trebbiano, Malvasia e Grechetto appassiti per 4 mesi e invecchiati 15 anni in caratelli con la “madre”), la cantina guarda avanti con il Pietrose Bianco IGT (da uve Gewürztraminer e Petit Manseng piantate nel 2010) e l’ambizioso Pietrose Brut Rosè Metodo Classico, bollicina 100% Sangiovese Millesimato.

Fattoria della Talosa non è semplicemente un’azienda vinicola: è il manifesto di una famiglia che ha saputo ascoltare il respiro di una terra etrusca, traducendolo, vendemmia dopo vendemmia, in un’eccellenza senza tempo.


