Oltre 100 produttori si sono dati appuntamento a Caprarola per rivendicare l’identità enogastronomica locale e dare vita alle pagine dell’omonima guida.
La Tuscia fa squadra e mette in mostra la sua anima migliore.
La manifestazione è stata l’espressione tangibile del libro-guida “La Tuscia del Vino”. Curato da Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani (protagonisti delle premiazioni insieme a Francesco Corsi), il volume mappa minuziosamente il territorio raccontando le 214 cantine presenti al suo interno. L’evento ha letteralmente portato le pagine del libro nei banchi d’assaggio, permettendo al pubblico di incontrare di persona i vignaioli recensiti.

Tra le degustazioni delle realtà emergenti e dei nomi storici, la giornata ha riservato un momento di profonda commozione: un brindisi corale dedicato a quattro pilastri della viticoltura locale recentemente scomparsi (Luigi Barberani, Tonino Pellegrino, Vittorio Puri e Leonardo Zanchi).
La Cena a più mani Il vero banco di prova gastronomico è stato “La Tuscia del Vino a Cena”. Oltre 120 coperti gestiti in modo impeccabile dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Caprarola. Ai fornelli, una staffetta di talenti ha condensato il territorio in cinque portate:
- Maria Giovanna Mele (La Bomboniera): Strudel di pesce bianco e caviale di vino rosso.
- Loretta Agostini e i Ferrari (Al Poggio): Ceciliani fatti a mano e ricotta salata.
- Barbara Cannarsa (La Filanda): Involtino di Ciaffagnone con manzo maremmano e pecorino.
- Enzo Pelliccia (Osteria del Grillo): Involtino di patate vitelotte e fagioli del Purgatorio.
- Paola Bonavia (Pavì Pasticcerì) e Caffè Pe-Fè: L’elegante Café Gourmand finale.
Un appuntamento essenziale, supportato dal Comune di Caprarola e dai sommelier FISAR e AIS, che ha centrato l’obiettivo: dimostrare che la Tuscia è ormai una destinazione enogastronomica matura.


