Nelle notti del Mugello, quando la nebbia scende lenta sui prati, le colline, i paesi senza connessione internet e le pecore si stringono tra loro, l’ululato del lupo non è un suono lontano.
È un rumore che entra nelle stalle, nei sonni, nelle conversazioni del mattino.
Da qualche anno, per chi vive di allevamento, la paura ha cambiato forma: non è più la crisi del latte, non sono i prezzi, ma la presenza di un animale che è tornato a casa, ma non più nello stesso modo di prima.
A Scarperia, Sandra e Roberto Mongili dell’Azienda Agricola Bacciotti lavorano come sempre: mungono, fanno formaggio, vendono al mercato.
Sul loro sito, pecorinobiologico.it, c’è la prova che un’altra agricoltura è possibile: sessanta ettari di campi, un gregge allevato in biologico, latte crudo e formaggi che sanno di terra e di vento.
Ma tra gli aromi del pecorino stagionato e la dolcezza della ricotta, oggi si sente anche un altro odore: quello della tensione.
Il sapore del latte crudo e il prezzo della paura
«Il lupo non uccide solo una pecora» dice Sandra.
«Distrugge un equilibrio. Le pecore non dormono, smettono di mangiare, le gravide abortiscono. Il montone non lavora più. E tutto questo non si ripaga con un rimborso».
Per proteggere il gregge, i fratelli Mongili hanno dovuto cambiare tutto: le pecore non escono più di notte, il pascolo libero è diventato un rischio.
E così il lavoro aumenta. Più fieno, più pulizie, più manodopera.
Ma il prezzo del latte resta lo stesso.
«Non possiamo scaricare i costi sui clienti» racconta.
«Siamo noi a dover trovare un modo per restare in piedi».
Il ritorno del lupo
Nel Mugello, come in molte aree dell’Appennino, il ritorno del lupo è diventato simbolo di un equilibrio naturale che si ricompone.
Ma per chi vive accanto a quel ritorno, è un equilibrio tutto da reinventare.
Le notti ora sono più corte, le stalle più affollate, e la campagna — quella vera — si porta addosso un’altra forma di solitudine.
«Non chiediamo di eliminare il lupo» spiega Sandra.
«Chiediamo solo di poter lavorare. Perché se scompaiono gli allevatori, scompare anche questo paesaggio».
Tra uomini, pecore e predatori
Ogni forma di pecorino che esce dal laboratorio dei Bacciotti racconta una storia di convivenza, resistenza e amore per la terra.
Nei mercati contadini di Sesto Fiorentino, Borgo San Lorenzo e Prato, chi compra un formaggio compra anche un pezzo di questa sfida quotidiana.
E in fondo, è questo che rimane: un equilibrio fragile tra natura e lavoro, tra libertà e sopravvivenza.
Nel Mugello, l’ululato del lupo è tornato.
Ma insieme a lui, ogni mattina, c’è ancora il suono delle mungiture.


