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Sulle colline che guardano Firenze da sud, al confine tra la città e la campagna, sorge la Certosa del Galluzzo, un complesso monumentale che da quasi sette secoli custodisce il silenzio, la memoria e la misura del tempo.
Fondata nel 1341 dal nobile Niccolò Acciaiuoli, gran siniscalco del Regno di Napoli, la Certosa è uno dei monasteri più importanti d’Italia, luogo in cui spiritualità, arte e storia civile si intrecciano.
Il complesso si presenta come una piccola cittadella monastica, racchiusa da mura e articolata intorno al grande chiostro, con le celle dei monaci, la chiesa di San Lorenzo, la biblioteca, gli orti e gli spazi di lavoro.
Nei secoli ha attraversato vicende complesse: soppressioni, guerre, restauri e cambi di destinazione. Durante la Seconda guerra mondiale divenne rifugio per opere d’arte provenienti da musei e chiese di Firenze, proteggendole dai bombardamenti.
Dal punto di vista artistico, la Certosa di Firenze conserva testimonianze di grande rilievo: affreschi di Pontormo, tele di Bilivert, e architetture cinquecentesche dovute a Giorgio Vasari e Benedetto da Rovezzano.
Camminando tra i chiostri e le celle, si percepisce l’armonia tipica dei monasteri certosini, costruiti secondo proporzioni che invitano al raccoglimento e all’ascolto.
Oggi la Certosa di Firenze è gestita dal Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei della Toscana, in collaborazione con il Comune di Firenze e le Suore di San Leolino, che ne custodiscono una parte. È aperta tutto l’anno, con visite guidate curate da personale specializzato.
Le visite si svolgono solitamente il sabato e la domenica, con orari variabili a seconda della stagione, e durano circa un’ora e mezza.
L’ingresso avviene esclusivamente con accompagnamento: il contributo richiesto è di 10 euro per gli adulti, 5 euro per studenti e under 25, mentre l’accesso è gratuito per i minori di 18 anni.
Le prenotazioni sono possibili attraverso il sito ufficiale dei Musei Civici Fiorentini e sulla piattaforma Destination Florence, dove è disponibile il calendario aggiornato. I gruppi e le scuole possono concordare date e percorsi personalizzati durante la settimana.
All’interno del complesso si trova anche la bottega monastica, uno spazio piccolo ma curato dove è possibile acquistare prodotti artigianali e alimentari legati alla tradizione certosina: tisane, miele, liquori a base di erbe, marmellate e ceramiche realizzate da laboratori monastici italiani.
I prodotti, come il liquore di erbe di Galluzzo o il miele di castagno delle colline fiorentine, provengono da monasteri e conventi ancora attivi, mantenendo viva una tradizione secolare di autosufficienza e lavoro manuale.
Il percorso di visita include la chiesa, la sagrestia, il chiostro grande e una parte delle antiche celle, oltre alla terrazza panoramica che offre una vista unica su Firenze e il Valdarno.
Il silenzio che avvolge il complesso è parte integrante dell’esperienza: un invito a rallentare, a guardare con calma, a riscoprire la dimensione spirituale del tempo.

Negli ultimi anni la Certosa è divenuta anche meta per chi pratica turismo lento: camminatori e ciclisti la raggiungono lungo la via che sale dal Galluzzo, in un tratto suggestivo che unisce città e campagna.
La visita si conclude spesso con una sosta alla bottega o ai giardini, dove il paesaggio toscano si mostra nella sua forma più essenziale.
Visitare la Certosa oggi significa entrare in uno spazio fuori dal tempo, dove la pietra, la luce e il silenzio raccontano una Toscana diversa: più raccolta, profonda, ancora capace di custodire la sua bellezza.

