Verona, 26 settembre 2025. Storico passaggio di testimone per la principale denominazione rossa del Veneto. Dopo 21 anni la titolarità dei marchi collettivi e di certificazione “Amarone”, “Amarone della Valpolicella”, “Recioto della Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Valpolicella” si trasferisce dalla Camera di Commercio di Verona al Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella.
L’accordo di cessione, siglato con atto notarile due giorni fa e ufficializzato oggi nel corso di una conferenza stampa presso la Prefettura di Verona, riunisce così la gestione delle denominazioni di origine – istituzionalmente in capo ai Consorzi su autorizzazione ministeriale – e quella dei marchi collettivi e di certificazione, strumenti indispensabili per la registrazione e la tutela sia in Italia che nei mercati internazionali, soprattutto extra Ue.
Trasferiti anche i marchi d’impresa “Vino di Ripasso” e “Ripasso”, oltre al marchio collettivo e di certificazione “Recioto”, quest’ultimo cointestato anche alla Camera di Commercio di Vicenza.
De Paoli: “Camera di Commercio partner fondamentale della denominazione”
“Dal 2004, su richiesta dell’allora governance del Consorzio, abbiamo sostenuto l’attività di tutela della denominazione provvedendo a registrare i marchi collettivi nelle principali destinazioni dei grandi Rossi della Valpolicella – ha dichiarato Carlo De Paoli, componente di giunta della Camera di Commercio di Verona –. Una funzione che rientrava nelle prerogative camerali, da cui scaturì una alleanza che, in tutti questi anni, ha contribuito a salvaguardare l’identità e l’autenticità dei vini tutelati e promossi dall’ente consortile.
Oggi il contesto è profondamente mutato. A fronte di una crescente esigenza di sorveglianza e difesa, la Camera di Commercio ha convenuto di cedere i marchi collettivi in portafoglio, assicurando così al Consorzio un più ampio e diretto, oltre che strategico, raggio di azione”.
Marchesini: “Ora tutela ancora più incisiva”
“L’accordo con la Camera di Commercio segna un passaggio decisivo per il Consorzio – ha spiegato Christian Marchesini, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella –. La titolarità dei marchi collettivi della nostra denominazione ci consentirà di essere ancora più incisivi sul fronte della tutela.
Un’attività determinante e imponente anche nei numeri: dal 2018 ad oggi, infatti, il Consorzio ha destinato oltre 1,2 milioni di euro per osteggiare e impedire la contraffazione, l’utilizzo improprio dei nomi dei nostri vini e l’Italian sounding, sia in Italia che all’estero, per un totale di 176 vertenze tra cause concluse e in corso.
Tra i casi chiusi con successo, quelli nei confronti dei marchi svedesi Casa Marrone e Casa Marrone Appassimento, nonché Passorone e Ronepasso, che hanno portato nelle casse del Consorzio circa 1 milione di euro a titolo transattivo, destinato ora a investimenti in promozione”.
Amarone il vino più contraffatto
Nelle cause di tutela, l’Amarone risulta il vino più colpito da fenomeni di contraffazione e soundizzazione (20 casi solo nel 2024). Le attività di sorveglianza, condotte congiuntamente anche dal Consorzio, hanno portato al ritiro dal commercio di numerosi prodotti irregolari.
Esemplari i casi in Cina con le etichette “A Ma Luo Ni” e “Annamarone”, in Brasile con “Emporio Amarone”, in Italia con “Amaronauta” e “San Vincenzo dell’Amarone”, in Europa con “Sumarone”, “La Marone” e “Primarone”, in Francia con “Gran Marone” e “Granmarone”, fino agli Stati Uniti con “Amarina” e “Calpolicella”.
Ostacolate anche le registrazioni di “Valpolicella Riposto” in Norvegia e “Shiraz Metode Ripasso” in Australia.
Prossimi step
Tra i prossimi step a carico del Consorzio figura la trascrizione dell’avvenuta cessione dei marchi da parte della Camera di Commercio, con conseguente intestazione della titolarità su tutti i mercati attualmente coperti dalle registrazioni camerali.
Il portafoglio comprende 41 Paesi: dall’Italia all’Unione europea (27 Paesi), fino a Canada, Australia, Cina, Stati Uniti, Sudafrica, Argentina, Giappone e Nuova Zelanda.


