Il patrimonio vitivinicolo italiano non smette di sorprendere. Dal Piemonte all’Etna, il filo rosso che lega alcuni tra i vini più affascinanti della Penisola è il terreno vulcanico, matrice geologica capace di imprimere al calice complessità, eleganza e longevità. Un tema che Proposta Vini valorizza dal 2019 con il progetto “Vini Vulcanici”, dedicato a quelle etichette nate da suoli primordiali, minerali e ricchi di storia.
«L’attività eruttiva dei vulcani ha dato vita a terreni con caratteristiche uniche – spiega Gianpaolo Girardi, fondatore di Proposta Vini – e i vini che nascono da questi suoli sono riconoscibili per la spiccata mineralità, la sapidità e la freschezza che li distinguono. Anche con gradazioni importanti restano leggeri, persistenti ed eleganti».
Piemonte: il Gattinara della Cantina Sociale
La Cantina Sociale di Gattinara rappresenta uno dei punti di riferimento del Nebbiolo coltivato sul suolo del Supervulcano della Valsesia, risalente a circa 280 milioni di anni fa. Il Gattinara DOCG si distingue per il colore granato, aromi intensi di frutta rossa e marasche sotto spirito, tannini maturi e un finale lungo e austero. Prezzo al pubblico: 32 euro.
Veneto: Malterreno di Quota 101
A Torreglia, sui Colli Euganei, la famiglia Gardina guida Quota 101, azienda che dal 2010 porta avanti una viticoltura biologica e sostenibile. Il Malterreno Bio, ottenuto da uve Manzoni bianco, Tai e Garganega, esprime la tipicità vulcanica con profumi fruttati e un sorso morbido e minerale. Prezzo al pubblico: 17 euro.
Lazio-Umbria: il Grechetto di Sergio Mottura
Tra i calanchi della Tuscia e le pianure umbre, Sergio Mottura è sinonimo di biodiversità e rispetto del territorio. Il La Torre a Civitella Grechetto Bio nasce su suoli vulcanici del complesso dei monti Vulsini e del lago di Bolsena. Si presenta con aromi di frutta bianca, agrumi e nocciola, un palato vellutato e persistente. Prezzo al pubblico: da 23 euro.
Lazio: Pandataria di Candidaterra
A Ventotene, l’azienda Candidaterra di Luigi Sportiello ha riportato in vita la tradizione vitivinicola dell’isola. Il Pandataria, Il Vino del Confino, da uve Fiano, Greco e Falanghina, offre profumi di erbe aromatiche e agrumi, freschezza e mineralità. Prezzo al pubblico: 27 euro.
Campania: la Falanghina di La Sibilla
Nei Campi Flegrei, la famiglia Di Meo guida La Sibilla da cinque generazioni. La CRUna DeLago Falanghina Campi Flegrei, ottenuta da vigna storica di 65 anni, si caratterizza per profumi di limone, frutta gialla, timo e note affumicate. Sorso corposo, fresco e di lunga persistenza. Prezzo al pubblico: 35 euro.
Sicilia: lo Zhabib di Hibiscus
Sull’isola di Ustica, Hibiscus rappresenta l’unica cantina attiva, guidata dall’agronoma Margherita Longo. Lo Zibibbo Passito Zhabib si distingue per intensità aromatica, con sentori di fichi secchi, miele e mandorle, bilanciati da una vivace freschezza. Prezzo al pubblico: 49 euro.
Sicilia: Etna Bianco di Barone di Villagrande
Sulle pendici del vulcano più alto d’Europa, la famiglia Nicosia produce con Barone di Villagrande vini identitari da oltre tre secoli. L’Etna Bianco Contrada Monte Arso, da uve Carricante e varietà autoctone a bacca bianca, si distingue per profumi di fiori e agrumi, freschezza e grande eleganza. Prezzo al pubblico: da 23 euro.
Un patrimonio enologico unico
Dal Piemonte alla Sicilia, passando per le isole pontine e i Campi Flegrei, i vini vulcanici raccontano l’Italia attraverso le sue origini geologiche. Etichette capaci di coniugare memoria e modernità, che grazie a progetti come quello di Proposta Vini diventano ambasciatrici di un patrimonio irripetibile per carattere, longevità e complessità.


