Avviare una vigna in Italia è il sogno di molti, ma quanto costa davvero? La risposta varia profondamente in base a zona geografica, vocazione del terreno, accesso all’acqua e valore immobiliare. Ecco cinque casi reali che fotografano la situazione nel 2025.
1. Langhe (Piemonte)
Tra le aree più costose d’Italia: il costo del terreno può superare i 300.000 €/ettaro, specie nelle zone del Barolo o Barbaresco. A questi vanno aggiunti almeno 20.000–30.000 € per l’impianto, la recinzione e l’irrigazione.
2. Chianti Classico (Toscana)
Nelle colline tra Firenze e Siena, i prezzi vanno dai 100.000 ai 200.000 €/ettaro, con importanti differenze tra comuni. L’investimento per una vigna ben strutturata è in media di 35.000–40.000 €/ettaro.
3. Valpolicella (Veneto)
Area ad alta richiesta: il terreno agricolo vitato raggiunge i 150.000 €/ettaro, ma nelle zone periferiche si trovano appezzamenti anche a 60.000–80.000 €. Qui la gestione richiede tecniche specifiche per il clima e il suolo calcareo.
4. Etna (Sicilia)
Zona emergente e affascinante: i terreni costano in media 30.000–50.000 €/ettaro, con un valore in crescita. La viticoltura su terrazzamenti vulcanici richiede però manodopera più intensiva e spese di adattamento.
5. Abruzzo interno (es. Teramo, L’Aquila)
Ottima opzione per chi parte da budget contenuti: si trovano appezzamenti coltivabili anche a 10.000–20.000 €/ettaro, con clima favorevole e minore pressione immobiliare. Ideale per progetti bio o solidali.
Costi a parte, aprire una vigna richiede tempo, competenze agronomiche e una rete locale. Ma in cambio offre radici, racconto e — con il giusto progetto — un ritorno duraturo.

