Dalle notti infinite del Vinitaly allo struscio di Corso Italia. La “Mecca” dei winelovers sbarca nelle Dolomiti e unisce due mondi: l’atmosfera tardo rinascimentale di Verona e il glamour cinematografico delle Vacanze di Natale.

A Verona, tra le molteplici sfaccettature di una cittร picco massimo della bellezza architettonica di questa terra, un piccolo angolo di autenticitร รจ rappresentato da Antica Bottega del Vino. Non รจ un ristorante, รจ un’istituzione. Un tempio con quell’atmosfera tardo rinascimentale, un po’ medievale, buia e affascinante, che trasuda storia da ogni asse di legno. ร la Mecca assoluta del Vinitaly, quel luogo mitologico dove, quando la fiera chiude, il vero winelover deve timbrare il cartellino. Lรฌ, tra bottiglie introvabili e magnum che girano come fossero acqua, si รจ fatta la storia delle notti veronesi.

E ora? Ora il Cult sale in quota. Dimenticate la solita apertura stagionale. L’arrivo dell’Antica Bottega del Vino in Corso Italia 147 รจ un evento che riaccende la Cortina da bere, quella delle “Vacanze di Natale”, quella della “Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi” di Jerry Calร . Solo che al posto del pianobar anni ’80, qui va in scena l’eccellenza enologica mondiale.

Una cantina “Allucinante”
Le Famiglie Storiche (i dieci giganti dell’Amarone proprietari del marchio) non si sono risparmiati. Hanno portato lassรน una carta dei vini che definire “allucinante” รจ riduttivo: oltre 1.500 etichette. ร una dichiarazione di potenza. C’รจ tutto: dalle profonditร della Valpolicella ai grandi francesi, etichette che fanno girare la testa prima ancora di averle stappate.
L’atmosfera: Verona incontra la Perla
Lo spazio di 300 metri quadri รจ stato ristrutturato per mantenere quell’anima “dark” e accogliente della sede originale, ma vestita da montagna. Se a Verona si va per il risotto all’Amarone, qui il Cult si rinnova con piatti che chiamano la condivisione e il freddo: la Guancia brasata (morbida come il burro) e il Mont d’Or fuso col tartufo nero. Roba da mangiare rigorosamente dopo aver tolto gli sci, per sentirsi i re della pista… e della tavola.
In vista delle Olimpiadi 2026, Cortina aveva bisogno di questo: un luogo iconico, dove la sostanza (il vino vero) incontra l’apparenza (lo struscio). Un posto dove entrare, ordinare un Amarone importante e dire, guardandosi intorno: “Non sono bello… piaccio!”.



