Oggi, nella #GiornataNazionaledegliAlberi, il tema della deforestazione torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico e mediatico. Le timeline dei social si riempiono di appelli accorati, ma spesso la narrazione si ferma alla superficie.
La realtà, infatti, è molto più complessa di quanto appaia nelle cronache. Se è vero che in alcuni Paesi del Sud del mondo la deforestazione è un’emergenza drammatica, guardando all’Europa e all’Italia lo scenario si ribalta completamente.
Il falso mito della Deforestazione in Italia
I dati parlano chiaro: dal dopoguerra a oggi, le foreste nel Vecchio Continente sono aumentate del 30%. In Italia il dato è ancora più clamoroso: la superficie boschiva è cresciuta del 100%, come dichiarato dal Prof. Mauro Agnoletti, titolare della Cattedra UNESCO in Paesaggi del Patrimonio Agricolo presso l’Università di Firenze.
Il bosco avanza ovunque: dalla Svezia al Portogallo, dalla Francia alla Polonia. Ma attenzione a non confondere la quantità con la qualità. Non siamo di fronte a una “riforestazione programmata” o a una virtuosa pianificazione verde.
“L’avanzata del bosco in Italia non è una vittoria ecologica, ma la conseguenza diretta dell’abbandono dell’agricoltura.”
Prof. Mauro Agnoletti, titolare della Cattedra UNESCO in Paesaggi del Patrimonio Agricolo presso l’Università di Firenze.
Le nostre montagne e colline si sono riempite di alberi semplicemente perché l’uomo ha smesso di coltivare la terra e di gestire il territorio.
La doppia dipendenza: Legno e Cibo
Il paradosso italiano sta tutto nei numeri della nostra economia primaria. Abbiamo un patrimonio forestale immenso e in crescita, eppure:
Sfruttiamo una parte modestissima dei nostri boschi.
Siamo costretti a importare quasi l’80% del legname dall’estero per sostenere la nostra industria.
Ma il dato più allarmante è l’altro lato della medaglia. L’espansione incontrollata del bosco coincide con la ritirata dei campi coltivati. Il risultato? Un Paese che vanta eccellenze gastronomiche mondiali importa oggi il 65% del cibo che consuma.
CO2 e Rimborsi: Una strategia da rivedere?
In questo scenario, molte politiche ambientali puntano a compensare i proprietari dei boschi con rimborsi economici per la CO2 assorbita. Ma è la strada giusta?
Bisogna considerare il peso specifico dell’Italia: il nostro Paese ospita appena lo 0,26% delle foreste mondiali. La nostra capacità teorica di assorbimento, su scala globale, è irrilevante se non inserita in un contesto di gestione attiva.
Pagare per “non toccare” il bosco rischia di essere un incentivo all’abbandono, non alla sostenibilità.
Conclusioni: Qual è il prezzo dell’abbandono?
Nella Giornata Nazionale degli Alberi, è giusto celebrare il verde, ma è doveroso porsi una domanda scomoda: quanto ci sta costando l’abbandono dell’agricoltura?
Un’Italia coperta di boschi incolti, che compra il legno dall’Austria e il grano dal Canada, è davvero un Paese più “green”? O è solo un Paese più fragile e dipendente? La vera sfida ecologica, oggi, non è piantare nuovi alberi dove ce ne sono già troppi, ma riportare l’uomo a prendersi cura del territorio.
Giornalista publicista, Fotografo, regista e dronista professionista, collaboratore di Winenews dal 2016. Sempre alla ricerca di uno stile senza compromessi e contro la banalità, con lo sguardo al futuro e dall'appetito sconfinato.