Non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma un percorso, una sfida che si rinnova ogni anno
Tra tradizione, territorio e vera innovazione: la quinta generazione della cantina Elena Walch racconta come si coltiva il futuro del vino in Alto Adige.
Tramin, Alto Adige. Nel cuore della patria del Gewürztraminer, Karoline Walch guida con passione la storica cantina di famiglia, portando avanti un’eredità che affonda le radici in cinque generazioni. Una sfida quotidiana fatta di rispetto per il territorio, cura dei dettagli e visione a lungo termine, dove la parola sostenibilità non è uno slogan, ma un impegno concreto e costante.
La Vigna Kastelaz, nel comune di Termeno, rappresenta forse l’esempio più emblematico della filosofia aziendale. È una vigna unica per esposizione e posizione: interamente rivolta a sud, riceve sole per l’intera giornata, mentre la notte le temperature calano in modo netto, creando un’escursione termica ideale per mantenere freschezza e complessità aromatica. Coltivare questo vigneto non è semplice: la pendenza raggiunge il 63% e gran parte del lavoro deve essere svolto a mano, con fatica e dedizione. Il terreno calcareo di origine glaciale aggiunge un ulteriore elemento distintivo, conferendo ai vini una struttura minerale e salina che rende inconfondibile il Gewürztraminer di Tramin.
Proprio il legame con il territorio è la cifra stilistica della produzione di Elena Walch. Per Karoline, il valore aggiunto è quello di riuscire a far percepire nei calici la firma del luogo, la sua identità. “Il nostro obiettivo è valorizzare ciò che la natura ci ha donato: esposizione, pendenza, terreno calcareo. Il risultato è un Gewürztraminer secco, fresco, minerale. Un vino che racconta la sua terra senza compromessi.”
La vendemmia 2025 conferma quanto il lavoro in vigna sia un equilibrio sottile tra natura e competenze umane. L’inizio della raccolta, il 27 agosto, ha restituito uve sane e mature. Una primavera classica, un giugno asciutto, un luglio insolitamente fresco e un agosto caldo hanno creato le condizioni per un’annata promettente. “Le uve sono splendide – racconta Karoline Walch – ma siamo solo a metà vendemmia. Serve ancora stabilità climatica per arrivare fino in fondo.” La prudenza è quella di chi conosce la fragilità del lavoro agricolo, sempre esposto al rischio del tempo.
La sostenibilità per Karoline
Alla domanda su cosa significhi sostenibilità, la risposta di Karoline è netta: non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma un percorso, una sfida che si rinnova ogni anno. Essere alla guida di una cantina storica in quinta generazione significa sentirsi custodi di un patrimonio che va preservato. La sostenibilità, quindi, diventa un dovere verso il futuro, verso chi verrà dopo.
Non si tratta di dichiarazioni di principio, ma di scelte concrete che hanno cambiato il volto dell’azienda nel tempo. La riduzione del peso delle bottiglie, con un calo del 21% per limitare l’impatto ambientale, l’uso del fotovoltaico che copre oggi il 60% del fabbisogno energetico, le pratiche in vigna che vanno dal sovescio alle stazioni meteo di monitoraggio: sono tasselli di un mosaico che tiene insieme innovazione e tradizione. Anche la certificazione Viva rappresenta un riconoscimento formale di un percorso intrapreso da anni, che non si limita alla produzione, ma si estende anche alla gestione commerciale e al modo stesso di raccontare il vino.
“Mi considero fortunata a lavorare in un contesto così unico – sottolinea Karoline – e sento il dovere di lasciare questi vigneti alle generazioni future, non solo intatti, ma se possibile ancora più forti.” È una visione che guarda lontano, che non si accontenta di mantenere, ma che mira a migliorare costantemente. “La sostenibilità non è un traguardo ma un viaggio, una responsabilità quotidiana che definisce ogni scelta.”
Nel racconto di Karoline Walch c’è l’orgoglio per un patrimonio familiare e territoriale, ma anche la consapevolezza che il vino non è solo eccellenza enologica: è cultura, è atto di responsabilità, è un impegno che lega presente e futuro. In questa tensione costante tra tradizione e innovazione si trova forse il segreto della longevità della cantina, e il senso di quella sfida quotidiana che, da Tramin, continua a parlare al mondo.
Certificato Viva
Nel 2024 Elena Walch ha ottenuto la prestigiosa Certificazione “VIVA”, l’unico standard pubblico italiano per la misura e il miglioramento delle prestazioni di sostenibilità rilasciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
ridurre le emissioni e l’impronta di co2
Nel 2022, un bilancio di CO₂ (impronta di carbonio) redatto da un istituto esterno specializzato in ecologia ha fornito una visione dettagliata delle emissioni nelle diverse aree della nostra cantina. I risultati complessivi indicano un’emissione di CO₂ per bottiglia inferiore alla media europea e mondiale delle aziende vitivinicole. Questo studio costituisce il punto di partenza per avviare percorsi mirati alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della nostra impronta di CO₂. Recentemente abbiamo introdotto una bottiglia ‘lightweight’ di 395g per i nostri vini della Selezione.
Favoriamo la biodiversità in tutte le sue forme. L’erba tra i filari viene schiacciata a intervalli alternati anziché tagliata, creando un microclima caldo e umido. Leguminose e compost prodotto in azienda arricchiscono il suolo in azoto e humus.
Il lavoro in vigna
Favorire la biodiversità in tutte le sue forme. L’erba tra i filari viene schiacciata a intervalli alternati anziché tagliata, creando un microclima caldo e umido. Leguminose e compost prodotto in azienda arricchiscono il suolo in azoto e humus.
Sostenibilità: dalla vigna alla cantina, fino al packaging
Pratiche in vigneto
La semina delle leguminose nei vigneti mantiene e promuove la fertilità del suolo, aumentando al contempo lo spazio per le radici e consentendone una crescita più rapida e in profondità. Le radici, inoltre, rilasciano sostanze nutritive che arricchiscono il terreno, favorendo la biodiversità degli insetti e incrementando la produzione di sostanza organica.
Un impianto di compostaggio a Castel Ringberg migliora il contenuto di humus e stimola l’attività microbiologica del suolo. Grazie all’inerbimento, anche le viti beneficiano di un apporto maggiore di nutrienti: i minerali e l’azoto garantiscono uno sviluppo sano ed equilibrato.
La rullatura e lo sfalcio alternato dei filari permettono di mantenere il contenuto di azoto nel terreno, fondamentale per la mineralità che contraddistingue i vini della cantina. Il “tappeto verde” che si forma contribuisce al bilancio idrico del vigneto e offre un habitat naturale a insetti e piccoli animali. Anche la pacciamatura regolare a filari alternati contribuisce a preservare la fertilità del suolo a lungo termine.
L’uso di sistemi di irrigazione a goccia a risparmio idrico, abbinati a stazioni meteorologiche con sonde nel terreno, consente di irrigare in modo altamente mirato e solo quando le viti ne hanno realmente bisogno. I sistemi di monitoraggio delle condizioni meteo e delle infezioni aiutano a prevenire i problemi anziché intervenire solo in fase curativa.
La defogliazione dei filari favorisce l’arieggiamento e riduce il rischio di malattie fungine, mentre la coltivazione di varietà PIWI resistenti alle malattie, come Bronner e Souvignier Gris, riduce ulteriormente l’impatto ambientale. La conservazione di muretti a secco e siepi arricchisce il paesaggio e promuove la biodiversità, mentre la presenza di arnie nei vigneti favorisce l’impollinazione.
Infine, la potatura delicata secondo i principi di Simonit & Sirch rispetta la lignificazione naturale della vite, evitando tagli invasivi e garantendo continuità ai condotti linfatici. La raccolta manuale delle uve, condotta con cura, completa un approccio che coniuga tradizione e sostenibilità.
Pratiche in cantina
Il 60% del consumo energetico della cantina è coperto da un impianto fotovoltaico, che sfrutta l’energia solare e riduce le emissioni di CO₂. Per i travasi e gli spostamenti di uva e mosto viene utilizzata la forza di gravità, un metodo naturale ed efficiente che riduce il consumo energetico e preserva la qualità del prodotto.
La cantina, costruita in profondità, garantisce un raffreddamento naturale che riduce al minimo il ricorso a sistemi artificiali, permettendo un notevole risparmio energetico. Anche nella scelta dei materiali si riflette la stessa attenzione: le botti e le barrique provengono esclusivamente da coltivazioni sostenibili certificate FSC, a garanzia di una gestione forestale responsabile.
Sostenibilità negli imballaggi e nel packaging
L’attenzione alla sostenibilità non si ferma alla vigna e alla cantina, ma accompagna il vino fino alla sua presentazione finale. Gli imballaggi, infatti, sono progettati con un approccio responsabile e rispettoso dell’ambiente.
Per la chiusura delle bottiglie vengono utilizzati tappi di sughero non sbiancati e non colorati, naturali e autentici, che conservano tutte le caratteristiche del materiale e riducono i trattamenti chimici. Le capsule che sigillano le bottiglie sono 100% riciclabili, una scelta che semplifica e incentiva il corretto smaltimento.
Un’attenzione particolare è dedicata anche al vetro. Per la linea “Selezione” viene adottata una bottiglia leggera da 395 grammi, la cosiddetta lightweight bottle, che consente di ridurre in maniera significativa l’anidride carbonica immessa nell’atmosfera durante la produzione e il trasporto.
Anche i cartoni che proteggono le bottiglie sono pensati in ottica green: realizzati in gran parte con carta riciclata e dotati di un interno naturale color Havannah, uniscono funzionalità, estetica e sostenibilità.
Infine, ogni bottiglia è dotata di un numero di lotto che ne garantisce la tracciabilità completa, fino all’origine nel vigneto. Una scelta che rafforza la trasparenza verso i consumatori e consolida il legame diretto tra prodotto e territorio.
Ambiente, cultura e persone
La conservazione degli spazi verdi naturali è parte integrante della filosofia aziendale: oltre 7 ettari di bosco arricchiscono la biodiversità, così come la varietà delle specie arboree nei vigneti.
Un altro segno distintivo è il divieto di fumo in tutte le aree interne ed esterne, compreso il garden bistrot, per garantire aria più pulita a ospiti e dipendenti.
Il bistrot in giardino e l’osteria a Castel Ringberg valorizzano la cucina regionale, pur con aperture a suggestioni internazionali, come il formaggio francese. Si tratta di un modo concreto per unire territorio e cultura gastronomica in un’unica esperienza.
Allo stesso tempo, l’azienda tutela e valorizza il proprio patrimonio culturale: dal castello Castel Ringberg all’antico “Ansitz Walch”, fino ad altri edifici storici, mantenuti e ammodernati per preservare una preziosa eredità altoatesina, anche attraverso attività di comunicazione digitale e sui social.
Il rispetto si traduce anche in un Codice etico che orienta ogni scelta aziendale e in una costante valorizzazione delle risorse umane, affinché ogni dipendente si senta realmente “in famiglia”.


