Andrea Daldin, enologo storico di Lamole di Lamole, è tra i finalisti per il titolo “Winemaker of the Year” ai Wine Enthusiast Wine Star Awards 2025—ed è l’unico enologo italiano nella cinquina di quest’anno. Insieme a lui, in shortlist, figurano Ed Carr (House of Arras, Australia), Jesse Katz (Aperture Cellars, USA), Samra Morris (Alma Rosa, USA) e Alejandro Vigil (Catena Zapata, Argentina). L’annuncio è stato pubblicato il 10 settembre 2025 da Wine Enthusiast. Il vincitore sarà proclamato nel gennaio 2026.
IN COPERTINA: DA SX ANDREA DALDIN ENOLOGO DI LAMOLE DI LAMOLE, ALBERTO UGOLINI, BRAND AMBASSADOR DI HERITA MARZOTTO WINES E ALESSANDRO MARZOTTO, CEO DEL GRUPPO HERITA MARZOTTO WINES già SANTA MARGHERITA
Radici a Lamole: dove nasce il Sangiovese più “aereo” del Gallo Nero
Daldin lavora da oltre trent’anni tra i terrazzamenti di Lamole, minuscola frazione di Greve in Chianti che dà il nome alla UGA (Unità Geografica Aggiuntiva) più piccola di tutto il Chianti Classico. Qui i vigneti si distendono su un unico versante prevalentemente esposto a est, ad altitudini medie attorno ai 500 m s.l.m., con suoli di Macigno (arenarie) che donano profili particolarmente fini e fragranti al Sangiovese.
Negli ultimi approfondimenti sul territorio si sottolinea come Lamole conti appena ~80 ettari vitati, tutti in quota, e come lo stile dei vini tenda a essere snello, profumato e teso, espressione “estrema” del Macigno.

L’impronta di Daldin: biologico, sostenibilità e precisione in cantina
Sotto il mandato di Andrea Daldin, Lamole di Lamole ha completato la conversione al biologico, con la certificazione ufficiale comunicata nel 2022 e un percorso di sostenibilità che abbraccia pratiche a basso impatto sia in vigna (lavori su terrazze storiche, tutela della biodiversità, gestione dei suoli sabbiosi ad alta drenanza) sia in cantina.
L’azienda coltiva 37 ettari circa a Lamole all’interno di una tenuta che ne conta 288, con vigne tra 470 e 556 m s.l.m.; alcuni impianti ad alberello del 1945 sopravvivono sui ripidi terrazzamenti, contribuendo a vini dal frutto nitido, tannini setosi e una freschezza naturale amplificata dall’altitudine.
Uno stile aromatico che esalta il lato più fresco della Toscana
È proprio in queste condizioni pedoclimatiche—altitudine, esposizioni ventilate e arenarie povere—che Daldin affina da decenni un Sangiovese profumatissimo, dalle note di violetta, erbe mediterranee e agrumi rossi, dove l’acidità resta protagonista e la trama tannica è fine, più che muscolare. Tale profilo coincide con ciò che diverse testate internazionali riconoscono come “firma” di Lamole.
Lamole di Lamole oggi
- UGA Lamole: riconosciuta come la più piccola del Chianti Classico, zona tra le più alte e fresche dell’intera DOCG; dall’estate 2023 le UGA possono figurare in etichetta per la tipologia Gran Selezione.
- Vigne: terrazze a 500–550+ m s.l.m., su sabbie di Macigno; presenza di vecchie vigne ad alberello; gestione agronomica orientata alla sostenibilità.
- Certificazione: biologico sull’intera linea, comunicato nel 2022.
Perché la candidatura conta
La finalista di Daldin ai Wine Star Awards non è solo un riconoscimento personale: porta sotto i riflettori internazionali la micro-zona di Lamole e la sua interpretazione alta, fine e saporita del Sangiovese. In un momento storico in cui il Chianti Classico sta investendo sulla mappatura fine del territorio tramite le UGA, la nomination conferma la centralità del terroir e il valore di scelte agronomiche e enologiche coerenti e sostenibili.

