San Miniato, borgo situato sulla dolce collina toscana nelle Terre di Pisa ci accoglie con una campagna verde ed ordinata, dipinta a vigneti e cipressi come nell’intuizione antica di Leonardo da Vinci al quale si fa risalire la visione da architetto paesaggista di ‘disegno agronomico’ del paesaggio toscano.
In questa zona di Toscana, vicino a Pisa e alla sua arte, si snoda la strada provinciale 39 che taglia il paesaggio, qui sul fondo valle si trova il Podere Pellicciano circondato dalle vigne che salgono sulle colline. Due ragazzi degli anni 90, Fabio e Federico Caputo, rispettivamente sales and export manager il primo, agronomo ed enologo aziendale il secondo, portano avanti viticoltura, enologia e vita commerciale di questa azienda che si concentra nella produzione di vini da vitigni antichi e tipici.
Non perdiamo tempo, e ci rivolgiamo subito a Federico, che segue con passione sia la parte agronomica che quella enologica dell’azienda.
«Ma quanti problemi si incontrano?», gli chiediamo a bruciapelo.
«I problemi ci sono dappertutto», sorride, «ci sono in un vigneto, ci sono in una cantina, ci sono ovunque. L’importante è superarli.»
E allora gli chiediamo di spiegare a chi ci legge che cosa significhi davvero fare vino: l’aridità, la peronospora, tutte quelle difficoltà che restano invisibili dietro a un semplice calice.
Federico si fa serio. «Il problema grosso, fondamentale, di un vino è la natura. Perché ha a che fare con le stagioni. Un anno c’è una gelata, un anno c’è la pioggia, un altro ancora l’aridità o troppo caldo. Il problema principale è il clima, e il cambiamento climatico c’è, dipende da tutti. Però, fortunatamente, anche i saperi cambiano.»
C’è una consapevolezza nuova. Una sensibilità che si fa spazio: «Siamo un po’ più coscienti del mondo che ci aspetta. Quindi va bene così: il cambiamento basta saperlo interpretare. Ogni anno, quando si arriva alla raccolta, bisogna trasformare al meglio il frutto che si ha. Il vino uguale non viene mai. Il vino si fa con l’uva. L’uva purtroppo è fuori. Dipende dalle stagioni. È tutta natura, non c’è trucco, non c’è inganno.»
Una riflessione semplice, ma di rara verità: l’importante, prima di tutto, è arrivare alla raccolta. «Portare le uve in cantina non è scontato. Grandinate, siccità, peronospora: ogni stagione ha le sue sfide. Quando ce la facciamo, siamo felici. Se poi le uve sono sane e ci consentono di fare un ottimo vino, tanto meglio. Per noi, ma soprattutto per chi lo beve.» Continua Federico.
Fabio interviene, richiamando l’attenzione su un altro elemento fondamentale: lo stile, la riconoscibilità. «In Italia, per fortuna, di vino se ne fa tanto e ovunque. Ma un’azienda deve anche essere riconoscibile. Nei nostri vini», ci tiene a sottolineare, «si sente la nostra mano. C’è pulizia, c’è stile.»
Da qui, la conversazione si sposta sul territorio. Siamo a San Miniato, terra antica e autentica, fuori dai circuiti turistici più battuti.
«San Miniato è il nostro territorio. Un posto dove si fa viticoltura da millenni. Il nostro compito è anche comunicare ciò che è stato fatto nel passato, continuando a farlo, mantenendo vive le tradizioni e i vitigni storici», racconta Federico. «È un territorio vocato alla viticoltura e all’olivicoltura. E uno dei pochi posti dove nasce il pregiato tartufo bianco, che si sposa benissimo con alcuni dei nostri vini.»
È qui che nasce l’invito più sentito. «Venite a trovarci. Venite a San Miniato. Venite a conoscere le persone che stanno dietro le bottiglie e ai piatti. È importante capire, parlare con chi il vino lo fa.»
La Malvasia Nera
Quando parliamo dei vitigni, si accende una fiammella di orgoglio. La malvasia nera e il colorino sono due varietà che Fabio e Federico portano avanti con ostinazione.
«Sono scelte legate alla tradizione. Sono vitigni da sempre presenti sul nostro territorio. In passato si trovavano sempre insieme al Sangiovese, oggi li stiamo riscoprendo in purezza. È il modo migliore per capire davvero la natura di un blend. Chi assaggia una malvasia nera o un colorino in purezza capisce anche il ruolo che giocano nel vino finale.»
La scelta è chiara: portare avanti i vitigni che hanno trovato nelle vecchie vigne. «Sono i vitigni con cui lavoriamo oggi. Tradizione pura.»
Federico ci tiene a fare un’ultima parentesi sul Trebbiano. «Vitigno a bacca bianca un po’ bistrattato, ma a cui siamo molto legati. Noi facciamo un vino macerato, il Fontevivo, da uve Trebbiano, dal 2010. Lo lasciamo tanto tempo sulle bucce. È una nostra interpretazione e ci stiamo puntando molto. Venite a scoprirlo, ne vale la pena.»
Alla fine della chiacchierata, ci portiamo via tre cose: le persone, i vitigni, il territorio. Tre fattori che ci aiutano anche a scegliere il vino giusto, anche quando si tratta semplicemente di decidere cosa bere per cena. Dietro ogni bottiglia, c’è una storia come quella di Fabio e Federico.
«Grazie a voi», ci salutano. «Venite a San Miniato. Venite a scoprire i nostri vini. Salute!»

PODERE PELLICCIANO – CHIANTI DOCG
scheda tecnica
Denominazione: Chianti DOCG
Varietà: 80% Sangiovese, 10% Colorino, 10% Canaiolo
Tipologia del terreno: Argilloso con forte presenza di scheletro fossile
Esposizione vigneto: Sud
Altitudine vigneto: 80 m s.l.m.
Sistema di allevamento: Guyot monolaterale
Resa uve per ettaro: 80 q.li
Periodo di vendemmia: Metà Settembre
Vendemmia: Manuale, in cassette da max 15 kg
Vinificazione: Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e lasciate in macerazione
per almeno 20 giorni in vasche di cemento. Durante la macerazione effettuiamo 2/3
rimontaggi al giorno per favorire l’estrazione dei componenti presenti nelle bucce delle uve. La fermentazione viene svolta sfruttando i lieviti indigeni presenti nelle uve ad
una temperatura di 25°C.
Affinamento: Affinamento in vasche di cemento per 6 mesi.
TRICCHE – ROSSO TOSCANA IGT
scheda tecnica
Denominazione: Rosso Toscano IGT
Varietà: 70% Sangiovese, 20% Malvasia Nera, 10% Colorino
Tipologia del Terreno: Argilloso con forte presenza di scheletro fossile
Esposizione vigneto: Sud
Altitudine vigneto: 200 m s.l.m.
Sistema di allevamento: Guyot monolaterale
Resa uve per ettaro: 50 q.li
Periodo di vendemmia: Fine Settembre
Vendemmia: Manuale, in cassette da max 15 kg
Vinificazione: Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e lasciate
in macerazione per almeno 30 giorni in vasche di acciaio. Durante la
macerazione effettuiamo 2/3 rimontaggi al giorno per favorire l’estrazione dei componenti presenti nelle bucce delle uve. La fermentazione viene svolta sfruttando i lieviti indigeni presenti nelle uve ad una
temperatura di 28°C.
Affinamento: Affinamento in barriques di rovere francese di 2° passaggio per 12 mesi e affinamento in bottiglia per 12 mesi.

PODERE PELLICCIANO IL BIONDO
scheda tecnica
Denominazione: Vermentino Toscano IGT
Varietà: Vermentino
Tipologia del Terreno: Argilloso e tufaceo
Esposizione vigneto: Sud e Sud-Ovest
Altitudine vigneto: 100 m s.l.m.
Sistema di allevamento: Guyot monolaterale
Resa uve per ettaro: 90 q.li
Periodo di vendemmia: Metà Settembre
Vendemmia: Manuale, in cassette da max 15 kg
Vinificazione: Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e lasciate
in macerazione a bassa temperatura per almeno 18 ore; successiva
fermentazione in acciaio a temperatura controllata di 15-16 °C.
Affinamento: Dopo un affinamento di circa 6 mesi sui lieviti di fermentazione in vasche di acciaio, il vino viene imbottigliato e segue un
periodo di affinamento in bottiglia.
Note degustative: Vino dal colore giallo paglierino, al naso sentori di
albicocca, pesca sciroppata, frutta tropicale, agrumi, fiori di arancia,
erbe officinali come salvia e rosmarino, note minerali.


PODERE PELLICCIANO EGOLA MALVASIA NERA
scheda tecnica
Denominazione: Rosso Toscano IGT
Varietà: 100% Malvasia Nera
Tipologia del Terreno: Argilloso con forte presenza di scheletro fossile
Esposizione vigneto: Sud
Altitudine vigneto: 150 m s.l.m.
Sistema di allevamento: Guyot monolaterale
Resa uve per ettaro: 50 q.li
Periodo di Vendemmia: Fine Settembre
Vendemmia: Manuale, in cassette da max 15 kg
Vinificazione: Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e lasciate in macerazione per
almeno 30 giorni in vasche di acciaio. Durante la macerazione effettuiamo 2/3 rimontaggi al giorno per favorire l’estrazione dei componenti presenti nelle bucce delle uve. La
fermentazione viene svolta sfruttando i lieviti indigeni presenti nelle uve ad una temperatura di 28°C.
Affinamento: barriques di rovere Francese di secondo passaggio per 12/15 mesi e minimo un anno di affinamento in bottiglia prima di uscire in commercio.

PODERE PELLICCIANO – CIMBA ROSATO TOSCANA IGT
scheda tecnica
Denominazione: Rosato Toscano IGT
Varietà: Sangiovese, Malvasia Nera e Canaiolo
Tipologia del Terreno: Prevalentemente Tufaceo con sfumature di
argilla.
Esposizione vigneto: Sud-Ovest
Altitudine vigneto: 100 m s.l.m.
Sistema di allevamento: Guyot monolaterale
Resa uve per ettaro: 90 q.li
Periodo di vendemmia: Inizio Settembre
Vendemmia: Manuale, in cassette da max 15 kg
Vinificazione: Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e direttamente pressate; il mosto fiore che ne risulta svolge la fermentazione
alcolica in vasche di acciaio ad una temperatura di 15/16°C.
Affinamento: Dopo un affinamento di circa 6 mesi sui lieviti di fermentazione in vasche di acciaio, il vino viene imbottigliato; segue un
periodo di affinamento in bottiglia.

