C’è quel patrimonio dell’umanità che non ha bisogno di riconoscimenti, avrebbe solo bisogno di memoria e considerazione, chiamato Appennino Toscano che dal confine nord della regione con la Liguria si estende ad altipiani, vette e valli fino all’Umbria. Una cintura che lega tradizioni, costumi, modi di vivere e si espande tra comuni, pascoli, colture e vigneti. La terra della transumanza che comprende Lunigiana, Garfagnana, Mugello, Casentino e Valtiberina.
Su queste alture si coltiva il Pinot Nero, vitigno danzante come la Fracci e cantante come la Piaf e una serie di vignaioli coltiva con sentimento ostinato e favorevole.
Non sono solo ‘montagne quante ne vuoi’ a caratterizzare l’Appennino, ma anche il capitale umano fatto di storie familiari e un senso profondo dell’accoglienza che ancora si scorge tra i rivoli di un’epoca beffarda, mai sazia e grassa in cui un selfie vale più di un cenno di umanità. Sono proprio le famiglie che danno vita alle aziende produttrici di vino. In una regione dalle grande denominazioni, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Chianti, Bolgheri, Nobile di Montepulciano, etc. cercano il loro posto nel mondo, in un mondo che va sempre di più verso Marte e poco verso gli Appennini.

Le aziende dell’Appennino Toscano
Casteldelpiano
Il Castello del Piano si trova a Licciana Nardi, in Lunigiana nella valle del torrente Taverone. Sabina Ruffaldi e Andrea Ghigliazza hanno reimpiantato il vigneto – 2,5 ettari – nel 2004 sull’antico deposito alluvionale del fiume. Oltre al Pinot Nero sono stati piantati anche vitigni locali, tra cui Vermentino Nero, Durella, Canaiolo e Pollera. Sia la coltivazione che la vinificazione vengono condotte in modo naturale, senza aggiunta di lieviti o additivi e con basse dosi di solforosa. Si produce anche olio extravergine e miele. Nel piccolo Castello malaspiniano, sede dell’azienda, 8 camere recentemente restaurate sono a disposizione dei viaggiatori.
Macea
Macea è una piccola azienda agricola nel comune di Borgo a Mozzano in provincia di Lucca, più precisamente nella valle del Serchio. Qui Antonio, Cipriano e Mauro Barsanti conducono l’azienda di famiglia dal 2004: “Siamo nati qui e ci sentiamo custodi di questo luogo che cerchiamo di rispettare e gestire con sensibilità ed umiltà utilizzando tecniche agronomiche frutto di una continua ricerca per arrivare a comprendere e definire l’intima relazione dell’uomo con la natura. In cantina utilizziamo solo uva e piccole aggiunte di solfiti. Il resto è pura ricerca di tecniche minimaliste che si rifanno ad ancestrali saperi recuperati ed interpretati con le moderne conoscenze in ambito microbiologico e chimico. Speriamo che il nostro vino racconti o ricordi a chi lo beve una storia, un evento, un’esperienza.”
Fattoria di Cortevecchia
Fattoria di Cortevecchia nasce dalla voglia di esprimere le intuizioni che Sandro Bettini già in giovane età aveva: dimostrare che il Mugello fosse terra di bianchi e di spumanti. Così nel 2012, grazie anche all’amicizia con Giuliano Tarchi, viene piantata la prima vigna ad “Alberello Areato” di Pinot Nero nel comune di Scarperia e San Piero a 250 mt-slm. Nel 2014 la prima raccolta e conseguentemente la prima bottiglia di spumante metodo classico in Mugello, Primum. Da quel giorno, l’evoluzione del progetto, arrivato oggi a 1,2 ettari, ha visto nascere altri vini quali Nero Rosé e Rossano, tutti rigorosamente 100% Pinot Nero.
Tenuta Baccanella
“L’amore verso le nostre terre, le tradizioni, ricordi d’infanzia che inconfondibili riaffiorano, riportando nella mente immagini di una vita contadina; questo è l’inizio della mia avventura condivisa con mia moglie Nicoletta e i nostri figli Umberto e Guido. Un piccolo grande sogno di famiglia che abbiamo deciso di portare avanti con non pochi sacrifici. Le sinergie specifiche fra terreno e clima, unite al tempo che giornalmente dedichiamo all’azienda agricola, danno vita ai nostri vigneti di pinot nero che, perennemente inerbiti, trasformano la vigna in un giardino “biologico” incantato, suggestivo ed elegante. La nostra cantina è ricca di profumi che regalano al palato e all’olfatto sensazioni magiche.” Giulio Cappetti
Terre di Giotto
Terre di Giotto nasce nel 2006 con l’impianto del primo ettaro di vigneto a Gattaia, sull’Appennino Toscano a 550 mt-slm. La conduce in biodinamica Michele Lorenzetti che, oltre ad occuparsi del vigneto e della vinificazione, fa consulenza agronomica ed enologica in Italia e all’estero. Nel 2015 l’azienda acquisisce altri 2 ettari di vigneto del 1972 (Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano, Malvasia di Candia e Tempranillo). In cantina le fermentazioni sono spontanee e ci si limita all’utilizzo di poco zolfo che non supera mai 50 mg/lt. Le uve della parcella di Gattaia (Pinot Nero, Chenin Blanc, Sauvignon, Riesling) sono vinificate ed affinate in cemento e vanno in bottiglia dopo 20 mesi dalla vendemmia. Il Pinot nero fermenta anche con i raspi in quantità variabile a seconda delle annate.
Il Rio
Il Rio posta a Vicchio di Mugello ai piedi dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Il Rio è un’azienda di proprietà di Paolo Cerrini che nei primi anni 90 iniziò a impiantare Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon, scommettendo sulle caratteristiche pedoclimatiche di una zona ritenuta marginale per la viticoltura. Il terreno argilloso e il clima continentale, con forte escursione termica tra giorno e notte, si sono rivelati favorevoli, in combinazione con la forma di allevamento a ipsilon. Da 20 anni la conduzione è condivisa con la moglie Manuela. Concimazione con letame, terreno perennemente inerbito con essenze spontanee, potatura verde orientata a equilibrare chioma e frutto, trattamenti biologici, sono tutti interventi per ridurre all’essenziale le operazioni di cantina. Due i vini: il Pinot Nero Ventisei e il bianco Annita.
Bacco del Monte
La storia del Bacco del Monte è la storia della famiglia Bacci, che nel 1985 si trasferisce al “Monte”. Qui Sergio, Giorgia, Enrico ed Elena costruiscono la loro casa e decidono di piantare una piccola vigna ad uso familiare. Gli anni passano e la passione per il vino si fa sempre più grande tanto che nel 2016 Enrico ed Elena, con l’aiuto dei figli Silvia e Duccio, decidono di piantare due ettari di Pinot Nero e dare vita all’azienda Bacco del Monte. Sostenibilità e rispetto del territorio sono i nostri valori fondamentali che si ritrovano nei nostri vini con bassissime quantità di solfiti aggiunti e che non sono filtrati. Ad oggi l’azienda conta tre etichette, due rossi da Pinot Nero, Monteprimo e Torre di Ponente, e un bianco, Jemini, prodotto da uve Chardonnay e Pinot Nero vinificato in bianco.
Fattoria il Lago
Antica tenuta posta tra le valli del Mugello, più precisamente nel comune di Dicomano. L’azienda, un tempo proprietà dei Marchesi Vivai-Bartolini Salimbeni, nobile famiglia fiorentina, rientra con i suoi quasi 120 ettari, nella zona viticola del Chianti Rufina. Nell’anno 1962 la tenuta passa di proprietà alla famiglia Spagnoli, la quale inizia da subito un ampio e continuo processo di recupero immobiliare ed agronomico con particolare attenzione al settore viticolo, indirizzando inizialmente la scelta verso vitigni autoctoni, essenzialmente Sangiovese, e successivamente verso vitigni alloctoni quale il Pinot Nero che rappresenta in particolare la scelta della passione e della sfida.
Borgo Macereto
L’Azienda agricola Macereto si estende per circa 20 ettari sulle colline che dominano il territorio fra Mugello e Valdisieve nel comune di Dicomano (Firenze). Sei gli ettari destinati a vigneto, di cui uno impiantato nel 2016 a Pinot Nero e allevato a Guyot con sesti d’impianto tesi al conseguimento di una bassa produttività a vantaggio di elevati livelli qualitativi. Dal 2014 Nicola Foscarini gestisce la produzione con impegno e passione assieme ai suoi collaboratori. Già dal principio era chiara l’idea di realizzare prodotti di qualità derivanti da agricoltura biologica certificata, vini di alto livello rientranti nei parametri Docg e Igt. La vinificazione e l’affinamento avvengono in botti grandi di rovere francese. Una produzione tipica, biologica e di qualità che racchiude l’essenza del nostro Appennino con le peculiarità del territorio pedemontano che ci ospita.
Frascole
L’azienda Frascole si trova a Dicomano, ai piedi dell’Appennino Toscano, e si affaccia sulle valli di Mugello e Valdisieve. Le nostre vigne si arrampicano su colline molto ripide fino a 500 metri di altitudine; 12 ettari di vite suddivisi in 9 appezzamenti, diversi l’uno dall’altro per composizione e posizione. Dal 1992, le famiglie Lippi e Santoni portano avanti un’agricoltura biologica che racconta il territorio attraverso prodotti autentici e genuini. Con vitigni come Sangiovese, Trebbiano Toscano e Pinot Nero, si esprimono le peculiarità di queste terre. L’approccio agronomico ed enologico è di tipo minimalista, convinti che sia la strada giusta per dare vita a vini unici e territoriali.
Ornina
“Il nostro progetto nasce nel 2008 quando Marco prende in mano i due ettari di vigna piantati dal babbo nel 1973 all’interno della proprietà storica della famiglia. Da quella vendemmia ci siamo accorti che il vino in Casentino poteva essere una scommessa vincente. Da qui è nata anche l’esigenza di avere la massima cura per questa terra così generosa, intraprendendo in vigna la strada del biologico prima e della biodinamica poi e del metodo naturale in cantina. La nostra idea era precisa: portare in cantina il miglior frutto di una terra sana e lavorarla nel massimo rispetto della sua espressività, cosicché in ogni bicchiere del nostro vino fosse possibile assaporare un po’ di Casentino.” Marco Bigioli
**Brena
**Brena è una poesia scritta a 700 metri sulla montagna cortonese, i cui versi si leggono a cavallo fra Valdichiana e Valtiberina umbra; un piccolo ritaglio di mondo sperduto e dimenticato, lontano e fiero. Quando nacqui, nel 1969, mio padre e mia madre impiantarono una piccola vigna sostituendola ai vecchi filari. Un atto d’amore, di speranza e gratitudine al cui quella terra dura ma generosa rispose con un vino buono e profondo. Nel 1999 decidemmo di onorare questi luoghi con uno dei vitigni più esigenti e nobili: il Pinot Nero. Oggi lavoriamo circa un ettaro e mezzo con 11 cloni di pinot nero tutto. Tutto è fatto a mano con passione e utilizzando solo prodotti naturali producendo circa 5.000 bottiglie in 4 etichette: Sopra, Sopra di sopra (selezione numerata), Sopra en rose (rose’) e Agosta (bianco).
Manifesto dei Viticoltori
- migliorare la qualità dei rapporti umani, tra persone che condividono la
stessa passione, sotto il segno dell’amicizia, dell’impegno, dell’onestà e
della convivialità - conoscere realtà diverse dell’Appennino toscano per aumentare la
consapevolezza della propria peculiarità, effettuare scambi di esperienze,
degustazioni collettive, con lo scopo di comprendere reciprocamente
meglio i contorni del proprio lavoro - condividere la pratica o il semplice interesse per l’agricoltura biologica e
biodinamica e per la tutela del territorio montano - mantenere aperta la possibilità di collaborare per unire i singoli sforzi nel
settore promozionale e comunicativo - valorizzare i prodotti degli associati, ottenuti in accordo con la filosofia
dell’Associazione - avere la possibilità di parlare con un’unica voce nei confronti delle varie
amministrazioni pubbliche - dimostrare la vocazione del territorio montano dell’Appennino toscano per
la produzione di pinot nero varietale e qualitativo - diffondere, nell’immaginario collettivo, la realtà appenninica toscana come
territorio vocato al pinot nero - creare le condizioni per realizzare un percorso turistico (artistico, culturale,
storico, paesaggistico) ed enogastronomico attorno alle aziende - organizzare regolarmente una rassegna (a rotazione nelle diverse valli
montane) per promuovere i prodotti della montagna attorno al pinot nero - favorire la ricerca scientifica e la formazione professionale legate alla
viticoltura montana
Il titolo di questo articolo ‘Bella Gente dell’Appennino’ è una citazione dal titolo del meraviglioso libro di Giovanni Lindo Ferretti (IBS 2018)


